Marzo Donna 2015

Locandina Marzo Donna 2015

 

Quali sono i percorsi attraverso i quali ogni donna può affermare: IO e porsi come soggetto?

Molteplici: individuali e collettivi, singolari e plurali, segreti e palesi, autonomi e condivisi, personali e politici.

Così, se prendiamo in esame le leggi approvate dal Parlamento italiano dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, abbiamo la traccia di un cammino che ha coinciso con tappe che hanno trasformato in norme quanto le donne hanno cambiato di sé e della società.

Le donne votarono per la prima volta in Italia nel 1946, parteciparono alla stesura della Costituzione e dimostrarono di sapersi battere perché fossero demolite le barriere della discriminazione di genere

Ma non fu che l’inizio. Da questo momento in poi comincia la battaglia in Parlamento, nella società, nella sfera privata per la conquista dei diritti, per l’emancipazione, per la liberazione dai ruoli imposti dalla cultura maschilista.

Da un lato viene stabilito il principio delle pari opportunità fra maschi e femmine : l’accesso alle professioni prima considerate impossibili per le donne, la parità fra uomo e donna nella famiglia, la parità salariale nell’industria e nell’agricoltura (per ora principio disatteso) i congedi parentali validi anche per i padri, dall’altro la legge sul divorzio, la legge che istituisce i consultori, la riforma del diritto di famiglia, la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, le “norme contro la violenza sessuale” , il reato di stalking, , sanciscono una trasformazione nei rapporti di potere fra i sessi.

A partire dagli anni ’70 la lotta delle donne punta alla Liberazione, non solo quindi un’azione per l’emancipazione, ma la messa in discussione di valori sui quali da millenni si è costruita la società maschilista. Le donne si pongono come soggetto e pensano a partire da sé la storia e la società. Nascono i gruppi di autocoscienza, quel processo di sé inaugurato dalla pratica del parlare tra donne in piccoli gruppi, a partire dalla propria esperienza.

Dobbiamo continuare la nostra azione nella società e nel privato, affermando la nostra soggettività perché quanto fin qui ottenuto si consolidi e diventi patrimonio di tutte e di tutti. Un’ azione che coinvolge prima di tutto le donne, nell’acquisizione della consapevolezza di sé e dei propri diritti, in un processo che è culturale e politico, ma che dovrà necessariamente coinvolgere anche l’altra metà del cielo, l’universo maschile.

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